Sul Venezuela

 

Negli ultimi due mesi (Maggio-Giugno), si viene a conoscenza di come i governi cinesi e venezuelani stringano sempre più i rapporti economici attraverso la tecnologia 5G (fonti su google.com: https://www.google.com/search?q=venezuela+y+china+5g ). Come si traduce tutto questo? Per la borghesia cinese e venezuelana significa rivitalizzare i propri affari e stringere maggiormente le maglie dello sfruttamento sul territorio. L’operazione della borghesia cinese rientra nel contesto di allargamento e radicamento in territori considerati appetibili come succede, per esempio, con le Belt and Road Initiative in Europa (specie dell’Est).
In un simile contesto si spiega parzialmente come Trump e il suo entourage abbiano dovuto aprire dei negoziati con la Cina riguardo i dazi.
Sulla situazione venezuelana, i BRICS (Brasile, Russia, Indica, Cina e Sudafrica) riuniti a Osaka il 28 Giugno si spaccano apparentemente per via dei sostegni alle principali due figure venezuelane: Maduro e Guaidò. Nello specifico, il Brasile di Bolsonaro, seguendo le politiche militaristiche della NATO e di Trump, ha deciso di sostenere il leader dell’opposizione venezuelana mentre Russia e Cina sostengono l’attuale presidente venezuelano. (fonte: https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2019/07/02/venezuela-rompe-lunita-del-brics/ )

Chiaramente queste mosse sono il classico fumo agli occhi buoni per l’opinionismo stalinoide e liberale dei paesi del cosiddetto Primo Mondo in quanto:
1) vi sono accordi più o meno dichiarati tra i due paesi sudamericani (Venezuela e Brasile) nello sfruttare le risorse minerarie e petrolifere (fonte: http://www.portalalba.org/index.php/areas/politica-democracia/oligarquia/18478-historia-de-las-relaciones-entre-venezuela-y-brasil-que-esperar-de-bolsonaro ) e a controllare e fermare il flusso di migranti venezuelan* in arrivo in Brasile;
2) l’opposizione e il governo ufficiale stanno cercando di dialogare per uscire da una situazione economicamente e socialmente pericolosa (fonti: https://lta.reuters.com/articulo/venezuela-politica-idLTAKCN1TU10U-OUSLT ; https://www.observatoriodeconflictos.org.ve/tendencias-de-la-conflictividad/mayo-culmina-con-1-541-protestas-en-todo-el-pais).
Non stupisce se la PDVSA e il governo venezuelano siano riusciti a bypassare le sanzioni degli Stati Uniti ed esportando (o regalando, visto l’enorme debito) il petrolio a paesi asiatici come Cina e India (fonti: https://lta.reuters.com/articulo/venezuela-petroleo-idLTAKCN1TT2H0 ; https://www.mea.gov.in/Portal/ForeignRelation/Venezuela_July_2016.pdf )
Alla luce di tutto questo, in Venezuela si continua la strada di mantenimento dei privilegi attraverso l’oficialismo e l’oposición venezolana. Tutto col beneplacito di BRICS, UE e USA.
Tengo a sottolineare la parola “beneplacito” in quanto il discorso del “dirigere” – un verbo caro alla retorica terzomondista -“significa vittimizzare la classe sfruttata (cosa che, tra l’altro, era stato spiegato nell’opuscolo “Venezuela: opportunisti e imbecilli al lavoro”. Link: https://gruppoanarchicochimera.noblogs.org/files/2019/05/Venezuela-opportunisti-e-imbecilli-al-lavoro-1.pdf)

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