Imbecilli !

Il 22 Marzo la “Lega – Salvini premier Circolo Catania Identitaria” (composta per buona parte da ex missini e picchiatori fascisti) e la “Lega Salvini Premier – Città di Acireale” promuovono l’evento “Per la famiglia di sempre, una svolta identitaria”. Le presenze di Fabio Cantarella, assessore all’Ambiente, Ecologia e Sicurezza del Comune di Catania, e di Simone Pillon, senatore della Lega e promotore del DDL 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” (1), ad otto giorni dal “Congresso Mondiale delle Famiglie” (World Congress of Families) di Verona, non sono una casualità.
Nella città di Catania, la scorsa estate, vi era stato il Festival Siciliano della Famiglia. Gli argomenti principali di questo Festival erano la bassa natalità ed una migrazione crescente nel Sud Italia. Il presidente nazionale Forum Associazioni familiari Gigi De Paolo presente a questo evento, aveva rilanciato il Patto per la Natalità chiedendo alle figure istituzionali presenti – quali l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giancarlo Cancellieri, il deputato dell’ARS Luca Sammartino, il sindaco di Catania Salvo Pogliese e l’assessore all’ambiente, ecologia e sicurezza urbana del Comune di Catania Fabio Cantarella – di impegnarsi nell’impedire il crollo demografico e salvaguardare la famiglia in quanto “petrolio della società”.
Il plauso delle figure istituzionali e le presenze del Centro Aiuto alla Vita e del Forum delle Associazioni Familiari in un territorio con un alto numero di medici e farmacisti obiettori, è una vera e propria manna dal cielo.
I due eventi descritti – Luglio 2018 e Marzo 2019 -, rientrano nella logica di conservazione e controllo degli individui attraverso la “famiglia”.

Il potere della famiglia”, scriveva David Cooper, “risiede nella sua funzione di mediazione sociale. Esso consolida il potere effettivo del­la classe dirigente in qualsiasi tipo di società basata sullo sfruttamento, fornendo ad ogni istituzione sociale una formula paradigmatica facilmente manovrabile. Cosi ve­diamo che il modulo familiare viene ripetuto nelle strut­ture sociali della fabbrica, dei sindacati, della scuola (sia inferiore che superiore), dell’università, delle società com­merciali, della chiesa, dei partiti politici e dell’apparato governativo, delle forze armate, degli ospedali, dei mani­comi e cosi via” (2).

Chi all’interno della famiglia verrà considerato un vero e proprio oggetto di carne? Le donne! La loro utilità è quella di far nascere e crescere figli (possibilmente maschi, unici capaci di mantenere in vita la cosiddetta stirpe) e svolgere in modo gratuito e sottomesso – all’interno della famiglia – lavori di cura.
Tale modo di fare è presente dalle classi meno abbienti a quelle ricche, differenziandosi “solo” per il bagaglio culturale, il “peso” o la mole del lavoro di cura e, ovviamente, la retribuzione economica.

Eventi del genere, chiaramente, giustificano ed incoraggiano tutta una serie di violenze (fisiche, culturali, sociali ed economiche) ai danni sia delle donne che verso i cosiddetti scarti della società: sex workers, froci, lesbiche, intersex, transgender, transessuali, trav e migranti.
La Sicilia sta conoscendo in questi ultimi anni un aumento esponenziale di gruppi pro-life, pro-famiglia e neofascisti a causa della presenza e alla gestione (pessima) dei/delle migranti (come accaduto nel caso del CARA di Mineo) e, cosa assai importante, all’aumento della retorica sovranista economica – come la difesa dei prodotti agro-alimentari e il potenziamento del settore turistico da parte della borghesia e della burocrazia

Le parole usate finora porteranno qualcun* a pensare che l’intero territorio siciliano sia solo una sorta di “terra di conquista”, restia nell’accettare il progresso “umanitario” del cosiddetto mondo civilizzato. Altr* penseranno, addirittura, che la Sicilia abbia assorbito tali modalità a causa dello Stato centrale e quindi, per liberarsi da ciò, serve una struttura localista e di autoliberazione.
Ebbene, cosa farneticano questo branco di imbecilli?
La civiltà e il progresso, il regionalismo e il pseudo-anticentralismo, nell’accezione moderna, non sono altro che forme di controllo dell’individuo (umano e non umano che sia) e di interi territori. In parole povere, il biopotere che controlla e gestisce i corpi (umani e non umani), fa diventare normalità delle norme non scritte.
Vorreste curare una società morente e succube di controlli e potere con altri poteri e forme di controllo? Jenner e altri pioneri dei vaccini ce l’hanno insegnato: le malattie conosciute vanno debellate o eradicate senza sé e senza ma.
Rivendichiamo la nostra individualità attraverso la soddisfazione dei propri bisogni, desideri e felicità.

Nota
(1) http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/50388_testi.htm
(2) Cooper David, “La morte della famiglia”, pag. 10

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